UN’IDEA DI PAESE IN CINQUE PUNTI:

 

  • UN COMUNE APERTO ED EFFICIENTE. Budrio merita un’amministrazione efficiente e un Comune aperto, anche fisicamente. Mi immagino come amministratori che, insieme ai dipendenti, riscoprono il piacere di riaprire fisicamente il comune, accogliendo i cittadini e rispondendo alle richieste.
  • UN COMUNE CHE CONTA. Qual è il nostro ruolo all’interno della Città Metropolitana? Non significa valere più di altri, ma farsi sentire. Il comune non ha competenza su tutto. Molti aspetti della vita del territorio dipendono da altri enti come sanità, trasporti, rifiuti, strade provinciali, sistema idrico. Disinteressarsi (o dare sempre la colpa agli altri) non è la strada giusta.
  • UNA COMUNITÀ VIVA CHE PARTECIPA. Serve un cambio di passo nella partecipazione e nel rilancio del senso di comunità. I cittadini volenterosi e attenti agli altri possono farlo solo se il Comune svolge il ruolo di promotore e di regista, con l’ascolto, il dialogo e il coinvolgimento nelle scelte.
  • LE FRAZIONI AL CENTRO. Budrio non esiste senza le sue frazioni: vanno “avvicinate” e sostenute. Ognuna ha le sue specificità, per questo sono necessari ascolto e collaborazione.
  • BUDRIO CHE CRESCE E ATTRAE. Abbiamo la fortuna di avere un paese molto bello, ricco di servizi e con tanto potenziale. Dobbiamo far crescere gli investimenti e attrarre nuove aziende. Budrio non può essere questa.

 


 

APRITI BUDRIO

È un tempo mai vissuto prima.
Abbiamo affrontato una lunga maratona per uscire dalla pandemia. Ora i tamburi della guerra ci spaventano. Proviamo orrore per gli effetti dell’invasione russa in Ucraina e vediamo già alcune ricadute sul nostro tessuto economico e sociale.
Ma la paura non può essere una scusa per rimanere chiusi. Per non coltivare insieme la speranza di migliorare e di crescere.
È dalla comunità che possiamo ripartire.
Per farlo abbiamo bisogno di aprire. E di aprirci.
In questi anni Budrio si è chiusa, perdendo aderenza con il tessuto metropolitano, scivolando indietro quando si è trattato di cogliere opportunità.
Si è dimenticata del territorio e delle frazioni, di quella rete di comunità che invece è sempre stata il perno per affrontare le difficoltà. Vicini di casa, amici, famigliari che si aiutano, che ci sono per le emergenze, che si organizzano per non lasciare indietro nessuno. E per accogliere chi non può più farcela.
È un tempo mai vissuto prima. Un tempo che va vissuto insieme.
Partiamo da qui. Da noi.
Il percorso di questi anni ha unito le esperienze e portato un nuovo impegno per Budrio, con un’opposizione puntuale ma responsabile: in ogni critica c’è sempre stata una proposta per fare meglio, sempre in ascolto dei bisogni e dei problemi. Ora la sfida è mettere in pratica quanto di buono si può raccogliere stando nella comunità.
Ho capito che è il momento di prendermi un impegno a cui prima non avevo mai pensato.
Mi candido a sindaca per una Budrio che giochi finalmente un ruolo di primo piano nella Città metropolitana. E per avere un comune efficiente e presente. Mi candido dopo dieci anni da consigliera comunale: un’esperienza vissuta pienamente, anche rinunciando a opportunità ed esperienze che mi avrebbero portata lontano da qui.
Budrio è speciale e merita di fare la differenza. Può farlo se saremo insieme, se ci sarà fiducia intorno alla squadra ampia e competente che stiamo mettendo in campo.
Mi candido al servizio di una coalizione che ha avuto modo di conoscersi ed è capace di includere. E che ora dovrà raccogliere il percorso di ascolto di questi anni per far sì che nei prossimi cinque tutti abbiano voce. Anche chi non mi voterà potrà contare su una persona che non ha chiusure. E che non ne avrà mai.